Importante: la campagna per Azad cambia
Roma, 2 gennaio 2011. La campagna per la vita di Azad subisce un cambiamento. Purtroppo la Norvegia deporta regolarmente le persone omosessuali in fuga da regimi che reprimono, condannano e spesso uccidono gay e lesbiche.
Negli ultimi tempi, su 52 richieste di asilo documentate da prove da parte di uomini gay, oltre 40 sono state rifiutate e i profughi deportati. Nessuno, in Norvegia, neanche le associazioni LGBT, offrono tutela ai profughi omosessuali. Il nome del giovane gay presente in questa campagna è sbagliato e non corrisponde al profugo iracheno in pericolo di deportazione.
Questo errore è frutto delle politiche norvegesi che impediscono alla società civile di venire a conoscenza dei veri nomi delle vittime gay di deportazione. Manterremo solo il nome proprio Azad, rivolgendo la campagna non a un singolo omosessuale a rischio di deportazione, ma a tutte le vittime di tali politiche omofobe che violano la Convenzione di Ginevra sui Rifugiati e sono causa di decine di tragedie umanitarie ogni anno. Salviamo i tanti Azad che la Norvegia rimpatria, verso l'intolleranza, la violenza e la morte.
Roma, 29 dicembre 2011. Amnesty International France, Iraqi LGBT, Certi Diritti, , la Fondazione Massimo Consoli, il Sindacato Europeo dei Lavoratori, GaiaItalia.com, Cinemagay.it, Alba Montori, Gaynews.it, Gayroma, la Rete Evengelica Fede e Omosessualità e l'Associazione Sharazade hanno aderito alla campagna promossa dal Gruppo EveryOne per salvare il giovane gay iracheno Azad, che si è visto respingere la richiesta di asilo dall'Alta Corte di Oslo ed è in attesa di deportazione in patria. Altre adesioni pervengono ai promotori dell'azione.

Il Gruppo EveryOne ringrazia le ong che si sono unite alla protesta contro una sentenza iniqua, che viola la Convenzione di Ginevra e tutte le carte internazionali sui diritti umani. Un grazie particolare a Geneviève Garrigos, presidente d'Amnesty International France, che sostiene l'azione umanitaria. Le abbiamo chiesto di esercitare la massima pressione sull'ambasciata irachena a Parigi e sulle autorità internazionali cui è rivolta la campagna: il Re di Norvegia Harald V, il Governo norvegese, il Comitato del Premio Nobel per la pace di Osl, gli Alti Commissari Onu per i Rifugiati e i Diritti Umani e il Commissario Ue per i Diritti Umani.
"Se l'atteggiamento ostile al ragazzo e lesivo del suo diritto alla libertà e alla vita dovesse essere mantenuto dalle autorità norvegesi," scrive la rete a sostegno del giovane rifugiato, "chiediamo che si mettano in atto procedure umanitarie affinché venga accolto in un altro paese dell'Unione europea, in deroga umanitaria agli accordi di Dublino".
http://refoitalia.wordpress.com/2009/09/23/salviamo-l’attivista-gay-iracheno-anwar-basim-saleh/
http://fondazionemassimoconsoli.blogspot.com/
http://www.gay.net/hot_topics/2009/04/iraqis-killed-for-being-gay-is-this-our-fault.html?page=1
http://en.wikipedia.org/wiki/LGBT_rights_in_Iraq
http://www.gq.com/news-politics/big-issues/200701/ali-hili-gay-iraqi-spy
http://news.change.org/stories/us-finally-condemns-anti-lgbt-violence-in-iraq
http://www.queerblog.it/post/13489/la-norvegia-rimanda-in-iraq-un-rifugiato-gay
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